turismo@acqualagna.com (+39) 0721 796741
Dal Santuario del Pelingo a Petra Pertusa
20 febbraio 2012
Turismo, arte, cultura......

Uno degli itinerari religiosi più interessanti che puoi intraprendere ad Acqualagna è quello che ti conduce dal Santuario del Pelingo all’Abbazia di San Vincenzo di Petra Pertusa. Un percorso spirituale e allo stesso tempo artistico che ti porta alla scoperta di una realtà antica. Puoi conoscere queste due chiese attraverso un percorso guidato oppure puoi intraprenderlo anche da solo.

Il Santuario del Pelingo si trova oltre la Gola del Furlo e rappresenta una meta apprezzata soprattutto per chi desidera riposare la mente e il corpo, per la grande spiritualità che vi si respira. Il Santuario ha sempre suscitato l’interesse di numerosi visitatori e fedeli, sia per la bellezza del luogo su cui sorge, alle pendici del monte Pietralata, sia per la fama dei prodigi e per le grazie che i devoti ne hanno riportato. Ha origini molto lontane, ma non precise. I primi ritrovati si riferiscono al 1482, da una mappa del catasto di Urbino e al 1388, da una pergamena dove si autorizza il signor Pelingo a costruire una chiesa in onore della Madonna. La tradizione narra che il signor Pelingo ebbe una visione della Vergine Santissima e la notizia si sparse così velocemente, che il Santuario divenne una meta visitata continuamente da ammalati. Successivamente, nel 1820 circa, si procedette alla costruzione della Chiesa. Da alcuni anni presso il Santuario è stata aperta la Casa del Pellegrino, adibita a convegni, esercizi spirituali, ritiri, soggiorni, ecc.

Abbazia di San Vincenzo di Petra Pertusa
L’abbazia di San Vincenzo venne edificata nel periodo del massimo fervore dell’esperienza benedettina. Fu eretta sui resti di un tempio pagano che prosperò grazie alle offerte dei viandanti che dovevano attraversare il Furlo. L’Abbazia assunse la stessa funzione esercitata dal tempio, cioè di riscuotere le offerte fatte a Dio per l’attraversata del Furlo. Nel 1011 il monastero di Petra Pertusa fu retto da San Romualdo che, nonostante i suoi 104 anni, riuscì a riportare i monaci a costumi più morigerati e a convincere i più bisognosi di penitenza a ritirarsi e costruirsi celle entro la Gola del Furlo, nutrendosi solo di acqua, pane ed erbe. Nel contempo, fece costruire il piccolo eremo di San Ubaldo che aveva il compito di proteggere i viandanti dai briganti e altri pericoli. L’Abbazia divenne sempre più ricca e potente, grazie alle offerte e il tempio divenne maestoso. Nel 1040 divenne abate di Petra Pertusa San Pier Damiani che aveva solo 33 anni, ma già godeva di ottimo prestigio. In quel periodo il Monastero era spesso oggetto di saccheggi da parte di orde di delinquenti, ma l’arrivo di Pier Damiani coincise con un momento di maggiore calma. I monaci ricominciarono a indossare l’abito bianco e l’Abbazia tornò ad essere un luogo di pace e serenità.

Write your comment here ...

Lascia una risposta