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Riserva Naturale Statale del Furlo
7 febbraio 2012
 

Il Furlo rappresenta uno straordinario scenario da percorrere a piedi in tutti i sentieri che lo costeggiano. Durante questo percorso naturalistico, potrai ammirare gli imponenti strapiombi, le due gallerie romane (dove passava l’antica Via Flaminia), la “Grotta del grano“, le specie rare floristiche protette (Moehringia papulosa, particolarmente rara), le verdi acque del fiume Candigliano e potrai compiere tranquille osservazioni avifaunistiche.

Il fiume divide in due quello che una volta era un unico massiccio, per milioni di anni solcato dal Candigliano che ha lasciato una profonda spaccatura sul suo percorso. È anche per questo motivo che i monti racchiudono una sorprendente varietà di elementi interessanti. La Gola è formata da un enorme parete di calcare spaccata in due, per erosione da parte delle acque, tra il Monte Paganuccio (977 m) e il Monte Pietralata (888 m).

Galleria Romana

La Via Flaminia proprio in quel punto comprende una galleria lunga 38,3 mt che gli antichi chiamaromo “petra pertusa” o “forulus” da cui il nome di galleria del Furlo. Questa fu fatta scavare nel suo punto più stretto da Vespasiano nel 77 d.C per consentire l’attraversamento degli Appennini dal versante tirrenico a quello adriatico. Vicino a questa, un’altra lunga solo 8 mt, forse scavata dagli Umbri o dagli Etruschi.

riserva naturale gola del furlo

Riserva Naturale Statale del Furlo

La Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo, istituita con Decreto del Ministro dell’Ambiente il 6 febbraio 2001 (in Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 2001 n. 134), si estende su 3.600 ettari di boschi (per il 90% aree demaniali), pascoli e cime incontaminate. Si tratta di un autentico paradiso, dove la suggestione del paesaggio si unisce a una prodigiosa ricchezza naturalistica che vanta esemplari di flora e fauna davvero singolari.

Basti pensare all’aquila reale, al falco pellegrino, al gufo reale, al picchio muraiolo, alla rondine montana, al rondone maggiore e al gracchio corallino. E poi al Furlo vivono lupi, caprioli, daini, cinghiali. La vegetazione che ricopre le cime del massiccio è costituita in prevalenza da querceti con roverella, carpino nero, orniello, acero, sorbo.

Assai variegato anche l’habitat fluviale e ripariale, così come ricchissima è la vita che pullula nelle foreste, nei pascoli e nei cespuglieti. L’istituzione della riserva rappresenta un riconoscimento delle peculiarità ambientali e naturalistiche della zona. Sono salvaguardate e valorizzate, nel rispetto delle normative in vigore, in modo particolare la coltivazione e la raccolta di tartufi (al Furlo c’è una delle più antiche tartufaie d’Italia) e di essenze edule (funghi e frutti del bosco).

Per maggiori informazioni, visitare il sito ufficiale della Riserva del Furlo.

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